Salento in love: alla scoperta di Otranto, Castro e piccoli borghi.

Salento in love: alla scoperta di Otranto, Castro e piccoli borghi.

Lo sapevate che anche i colori si amano proprio come tutti noi? Sì, l’ho scoperto durante il mio ultimo viaggio in Puglia nei piccoli borghi del Salento. Si tratta di una delle storie d’amore più eleganti e delicate che abbia mai conosciuto prima, quella tra il bianco e il rosso.

Il bianco era un tipo abbastanza timido e gentile, non parlava parecchio ma sorrideva a tutti. Il rosso era vivace, parlava molto ma ascoltava tutti, soprattutto i silenzi. Era un po’ che si adocchiavano, ma temevano che avvicinandosi il loro colore si fosse mescolato e nascesse il rosa. Così, iniziarono a sfuggirsi, coltivando in silenzio uno strano amore.

Rincorrersi tra sapori e profumi

Se il bianco si imbruniva in farina per pitille, pittule, pucce, tarallini, sagne ‘ncannulate e pasticciotti, il rosso diventava l’uscante (la piccante..anzi piccantissima) Cunserva mara di Spongano.

Nello spumone del bar Vittoria riuscivano quasi a sfiorarsi: il bianco si faceva gelato al fiordilatte, il rosso diventava ciliegia candita.

Innamorarsi ad Otranto

Il gioco si ripeteva ovunque. Il bianco si nascondeva come stalagmite nella grotta Zinzulusa. Poi, usciva per farsi pietra leccese, in fortezze antiche, cattedrali2, Castello Aragonese di Castro e souvenir. Il rosso, invece, saltellava di negozio in negozio diventando fazzoletto e gonna per ballare la pizzica. Ma non gli bastava, così, correva più veloce fino a ritrovarsi argilla rossa della ex cava di bauxite di Otranto. Il bianco era un po’ stanco. Quanto ancora avrebbe dovuto rincorrere il rosso?

Così, per l’ultima volta ci provò: sarebbe diventato barchetta di carta e, fatto un tuffo in acqua, salutò il rosso facendogli l’occhiolino. Sarebbero potuti restare lì? Sotto la risata feroce del tempo? No, così si misero in cammino verso punta Palascìa3. Il mare era increspato e il sole stava per salutare tutti e andare a nanna. Fu lì che il bianco divenne faro e il rosso tramonto. Si sarebbero incontrati tutti i giorni, più o meno alla stessa ora, per sempre.

Note

1 Grotta naturale che si trova lungo la costa di Castro, il cui nome è sato dal termine dialettale “zinzuli“, stracci, a cui ricordano gli stalattiti della grotta. Vi confesso che all’uscita dalla visita, guardando il mare, l’arco naturale della grotta mi ricordava la balena di Pinocchio, con tanto di denti minacciosi.

2Assolutamente da vedere è la cattedrale di Santa Maria dell’Annunziata ad Otranto. Ha una bellissima facciata esterna e il pavimento tutto mosaico, in cui si ramifica l’albero della vita, la torre di Babele, Alessandro Magno con la sua mania di grandezza e i 12 mesi dell’anno. Mi sono divertita a cercare il mio mese di nascita, con tanto di segno zodiacale e antico mestiere associato. Peccato aver scovato il caro Toro nascosto da un banco dei fedeli, sarà che sia il segno più paziente dello zodiaco?

Punta Palascìa è il punto più a Oriente di Italia, un luogo magico e romantico. Ogni anno, durante la notte di San Silvestro, le persone si incontrano lì nell’attesa dell’alba del capodanno ai piedi del faro, per dare il buongiorno al primo sole del nuovo anno.

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Un bacio d’acqua salata,

❤ Valentina.

VALENTINA SCANNAPIECO
va.scaneco@gmail.com

Illustratrice, consulente di marketing, scrittrice di racconti per bambini e appassionata di viaggi e cucina (fatata).